L'antica Monterano sorge su di una altura tufacea i cui fianchi dirupano per circa 100 metri su due forre sottostanti formate dal fiume Mignone a nord e dal torrente Bicione a sud ed a est. Situato ad ovest del lago di Bracciano a circa 2 chilometri dal paese di Canale Monterano l'abitato sorge a cavallo tra i monti della Tolfa e i monti Sabatini nel cuore della Riserva Naturale di Monterano. Proprio per questa particolare posizione la morfologia del paesaggio circostante presenta caratteristiche di entrambi le zone. Infatti si possono riscontrare sia emergenze di carattere calcareo marnose tipiche dei monti della Tolfa, che emergenze tufacee proprie dell'area Sabatina.
La rupe dove sorgono i ruderi dell'antica Monterano è disseminata di sepolcreti etruschi, piccole grotte ricoperte da una fitta vegetazione ed alcune polle d'acqua ribollenti di gas solfurei, testimonianza dell'antica attività vulcanica della zona.
Chiesa di San Bonaventura. Per altre info cliccare qua: http://lastoriafantasma.blogspot.com/2010/12/monterano-e-la-citta-fantasma-piu.html
Le suggestive rovine di Monterano offrono al visitatore angoli di incomparabile fascino ed intrigante bellezza. Lo scenario che si presenta sembra uscito da un canto dell'inferno dantesco dove tra una fitta vegetazione si stagliano le imponenti rovine dell'antico borgo. Nonostante tutto non mancano monumenti di rilevante valore architettonico come il palazzo baronale, la chiesa e il convento di san Bonaventura costruiti da Lorenzo Bernini.Ma ciò che più colpisce è la presenza di monumenti costruiti in epoche diverse in un insolito connubio architettonico e paesaggistico. Si possono ammirare costruzioni di epoca etrusca come i sepolcreti posti alla base della rupe e trasformati successivamente in cantine, accanto a imponenti manufatti di epoca romana come l'acquedotto per esempio a quelle di epoca medioevale come il castello divenuto poi palazzo baronale e del periodo rinascimentale come il convento di San Bonaventura e lo stesso palazzo baronale.
Ma la visita non si limita solo a questo: infatti si possono ammirare, sulla piazza San Bonaventura, prospiciente l'omonima chiesa, una bellissima fontana a base ottagonale( copia dell'originale salvata durante i primi interventi di restauro del 1956 e collocata in Piazza del Campo a Canale Monterano) e nei pressi del palazzo baronale, la statua del leone di opera berniniana ( copia dell'originale posta durante i restauri del 1956 e conservata nell'atrio del palazzo comunale di Canale Monterano) . Di un certo interesse sono anche i ruderi della chiesa di San Rocco, della Porta Gradella, ( una delle uniche tre dell'antica Monterano) e della via Gradella, il campanile della cattedrale, alcuni bastioni nord dell'abitato, i resti dell'ingresso di un cantina e alcune case nei dintorni del palazzo baronale.
La fine di Monterano
Il motivo che portò alla distruzione di Monterano va ricercato nel vicino paese di Tolfa che nello stesso periodo viveva una sanguinosa insurrezione antifrancese. Tornata la calma dopo la repressione da parte dell'esercito napoleonico il tolfetani non avevano una mola sufficientemente grande per macinare grano e soddisfare quindi le esigenze della popolazione.
Decisero allora di chiedere ai vicini monteranesi di poter macinare con la loro mola. Monterano però che fino a quel momento aveva assunto una posizione di neutralità nei confronti della dominazione francese, rifiutò di date aiuto ai Tolfetani per pausa di ritorsioni. Tornati mestamente a Tolfa il comandante francese di stanza nel paese fu avvertito del rifiuto e ordinò agli agricoltori tolfetani di tornare a Monterano questa volta accompagnati da una cospicua scorta militare. Non appena i monteranesi avvistarono le truppe fuggirono dal paese in tutta fretta e quando i francesi giunsero oltre le mura non trovarono nessuno. Nonostante ciò per rappresaglia e per dimostrazione di forza, i soldati francesi si accanirono sul borgo con inaudita ferocia distruggendo ed incendiando quanto più possibile. Così quando le truppe se ne andarono gli abitanti di Monterano tornati per verificare i danni trovarono davanti ai loro occhi una scenario impressionate. Nulla poteva essere salvato e restaurato se non con grandi spese.Fu così che decisero di trasferirsi nei paesi vicini di Canale e Montevirginio lasciando nel paese solo due frati che non volevano abbandonate il convento di San Bonaventura.
Sopra e a sinistra - Gli escursionisti di Cammina Natura mentre visitano l'antica Monterano. Cliccare sulle foto per ingrandirle.
Nonostante le continue pressioni sulla famiglia Altieri per un pronto recupero del borgo, i due frati non videro mai esaudite le loro richieste e furono costretti ad abbandonare successivamente il convento. Correva l'anno 1800.
Aggiungi didascalia |
Sopra e a sinistra - Gli escursionisti di Cammina Natura mentre visitano l'antica Monterano. Cliccare sulle foto per ingrandirle.
Nonostante le continue pressioni sulla famiglia Altieri per un pronto recupero del borgo, i due frati non videro mai esaudite le loro richieste e furono costretti ad abbandonare successivamente il convento. Correva l'anno 1800.
Per continuare la lettura della sezione "LE CITTA' MORTE " cliccare su QUESTO LINK
Per visionare le foto collegate a questo articolo cliccare QUA
TUTTE LE FOTO DI CAMMINA NATURA
FOTO DI CAMMINA NATURA IN FLICKR
In tale sito sono riportate le foto di escursioni ritenute più significative dal punto escursionistico o fotografico - le altre foto sono archiviate in Dropbox o Google foto ( vedi sotto)
Tutte le foto in Flickr (divise per anno)
Le foto più belle in Flickr
Non è possibile archiviare tutte le foto delle escursioni effettuate da Cammina Natura in Flickr. Si creerebbero delle pagine Web piuttosto confuse dove accanto a foto di escursioni significative sono presenti foto di piccole ricognizioni o comunque foto di escursioni meno importanti.
Per tale motivo, divise per anno troverete qui sotto in altri siti, altri set di foto relative ad altre escursioni minori. Tali foto sono presenti per la maggior parte senza una effettiva selezione, cioè così come sono pervenute a Cammina Natura, per cui accanto a belle foto è facile trovare anche alcune con evidenti errori.
Tutte le foto qui presenti possono essere scaricate.
FOTO DI CAMMINA NATURA IN GOOGLE FOTO
Escursioni del 2014
FOTO DI CAMMINA NATURA IN DROPBOX
Escursioni del 2013
Escursioni del 2012
Escursioni del 2011
NUOVA VITA VIENE AL MONDO:
nascita di un vitellino
Siamo tra i monti Lepini sulla strada che porta da Patrica in provincia di Frosinone fin sù Pian della Croce, altopiano carsico cosparso di doline situato tra monte Salerio e monte Malaina.
Durante un escursione e specialmente in primavera, può capitare di assistere alla nascita di un animale allevato allo stato brado. Qui in particolare il lieto evento riguarda una mucca. Il vitello, da
pochi minuti venuto alla luce già in qualche modo fantastico cerca di sollevarsi in piedi. Questa è una caratteristica eccezionale che hanno molti erbivori e la ragione è ormai ben chiara, correre al
più presto e fuggire veloci all’arrivo di un eventuale predatore. Un comportamento frutto dell’evoluzione che può far la differenza tra la vita e la morte, in un ambiente altamente competitivo come può esser quello delle savane africane. Ma i geni forse non possono sapere che siamo in Italia e i grossi predatori che potrebbero insidiare le mucche son stati sterminati da tempo.
Ormai chiara è anche la ragione per cui la mucca madre istintivamente dopo il parto mangi la placenta che avvolgeva il vitello e poi espulsa dopo la venuta alla luce del suo cucciolo. Far sparire al più presto tracce ma soprattutto odori che potrebbero far risalire gli eventuali predatori sulle tracce della madre ma ancor peggio a quelle del suo cucciolo.
(Loc. pian della Croce, comune di Patrica, prov. Frosinone,
Lazio, IT.)
RACCOLTA DI ERBE SELVATICHE DURANTE UNA ESCURSIONE
Siamo nella provincia di
Viterbo, nel sottobosco durante una escursione che parte dalla
necropoli etrusca di Norchia e arriva alla suggestiva “Citta
Morta” della Rocca di Respampani. I ruderi del vecchio borgo
medioevale sorgono su di una rupe tufacea alta e allungata situata
alla confluenza di due corsi d'acqua, tipico posizionamento etrusco
di cui permangono i resti di una piccola necropoli rupestre. Scavate
nel tufo si possono vedere ancora le caratteristiche inumazioni a
terra etrusche.
In qualsiasi momento dell'anno durante un percorso escursionistico è possibile anche con l'aiuto delle guide e nel rispetto delle leggi vigenti in materia di flora protetta riconoscere ed eventualmente raccogliere erbe selvatiche buone da mangiare.
Prima però è bene sempre riconoscere con esattezza le specie che si vogliono raccogliere soprattutto se queste poi saranno utilizzate a scopo alimentare.
Foto a Sinistra - La borragine, pianta commestibile – E’ una pianta erbacea, alta 30-40 cm, ispida per la presenza di peli setolosi pungenti di colore bianco. Infiorescenza con fiori posti su lunghi peduncoli inclinato- pendenti; fiori con petali uniti, simmetria raggiata, ampia corolla a cinque lobi, azzurra. Fiorisce dalla primavera all’autunno. La specie è diffusa in tutta Italia.
A destra - Che buona pasta con la borragine!
La ricetta la potete trovare in questo sito:
http://blog.giallozafferano.it/maniamore/pasta-con-la-borragine/
In qualsiasi momento dell'anno durante un percorso escursionistico è possibile anche con l'aiuto delle guide e nel rispetto delle leggi vigenti in materia di flora protetta riconoscere ed eventualmente raccogliere erbe selvatiche buone da mangiare.
Prima però è bene
sempre riconoscere con esattezza le specie che si vogliono
raccogliere soprattutto se queste poi saranno utilizzate a scopo
alimentare.
In alto - l'asparago selvatico, ottimo per i risotti.
Per avere maggiori informazioni sulle piante commestibili con cui si posso nono preparare preparare ottimi piatti oltre a chiedere informazioni alle guide Ennio e Claudio potete consultare questo sito: http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/9726-erbe-selvatiche-piante-commestibili-inverno
La stragrande maggioranza delle erbe selvatiche presenti in Italia non contengono principi tossici e moltissime sono commestibili e buone da mangiare. Purtroppo ce ne sono alcune tossiche, circa una trentina, tra tossiche e velenose, che è importante saper evitare con cura. Oppure utilizzarle per preparare una insalata per la detestata suocera! Anche conoscere solo queste è già un primo passo per preparare in sicurezza delle gustosissime insalate e altro, poi anche se sono velenose queste erbe fin da tempi antichi sono state utilizzate in erboristeria per preparare come farmaci curativi. In altri tempi, nel triste periodo della santa inquisizione, conoscere l'impiego di tali erbe in erboristeria, da parte delle donne poteva costare una terribile condanna per stregoneria, ma ancora oggi e forse ancor di più, i loro principi attivi tossici e velenosi se ingeriti, vengono utilizzati nella moderna farmacopea per la preparazione di moltissimi farmaci.


Ennio mentre assaggia un piatto di spaghetti conditi con broccoletti selvatici colti da lui.
Per preparare altre pietanze oltre a quelle sopra esposte nelle foto di sopra Ennio consiglia anche le cimette della classica ortica (cliccare su questi link per avere delucidazioni in merito ) e la Piantaggine per le insalate.
Nessun commento:
Posta un commento